Comprensione #3

Essere svegli è la via alla vita.
Lo sciocco dorme
come se fosse già morto;
ma il Maestro è sveglio
e vive per sempre.

La consapevolezza è eterna, non conosce morte. Solo l’inconsapevolezza muore. Pertanto, se rimani inconsapevole, addormentato, dovrai morire ancora. Se vuoi liberarti dal tormento di continuare a nascere e morire, se vuoi liberarti dalla ruota della nascita e dalla morte, dovrai conseguire un pieno e assoluto risveglio. Dovrai raggiungere vette di consapevolezza sempre più elevate. E queste condizioni non devono essere accettate su basi intellettuali, devono diventare esperienza, devono diventare esistenziali. Non vi sto dicendo che dovete convincervi da un punto di vista filosofico, perché una convinzione di tipo filosofico non porta a nulla, non dà frutti. I veri frutti si hanno solo quando operi in te uno sforzo sostanziale e concreto per giungere al risveglio. D’altro canto, quelle mappe intellettuali possono creare in te un desiderio, un’aspirazione, un anelito, possono renderti consapevole del potenziale, di quanto puoi essere, di ciò che è possibile; possono renderti consapevole che tu non sei ciò che sembri … sei molto di più!

Essere svegli è la via alla vita.
Lo sciocco dorme
come se fosse già morto;
ma il Maestro è sveglio
e vive per sempre.

Egli osserva.
Egli ha chiarezza.

Affermazioni semplici e splendide. La verità è sempre semplice, ed è sempre splendida. Osserva la semplicità di queste due frasi … ma che potenza di contenuto! Mondi dentro mondi, mondi infiniti!

Egli osserva.
Egli ha chiarezza.

“L’unica cosa che si deve imparare è l’arte dell’osservazione. Guarda! Osserva ogni azione che compi. Osserva ogni pensiero che scorre nella tua mente. Osserva ogni desiderio che prende possesso di te. Osserva anche i più piccoli gesti: camminare, parlare, mangiare, fare il bagno. Continua a osservare ogni cosa; lascia che ogni cosa diventi un’occasione per osservare.
Non mangiare in maniera meccanica; non continuare a rimpinzarti – osserva con attenzione – mastica bene e osserva … e resterai sorpreso nel vedere quanto hai perso finora, perché ogni boccone ti darà un’incredibile soddisfazione … se lo mangi con attenzione, diventerà più saporito. Anche il cibo comune ha maggior sapore, se osservi; e se non osservi, puoi mangiare il cibo più saporito, ma non avrà alcun sapore, perché non è presente nessuno che osserva … e tu continui semplicemente a rimpinzarti.
Odora, tocca, senti la brezza e i raggi del Sole. Osserva la Luna … e diventa un semplice specchio d’acqua silente che osserva, allora la Luna sarà riflessa in te con un’incredibile bellezza. Muoviti nella vita osservando, continuamente …
Molto spesso te ne dimenticherai. Non tormentarti per questo, è naturale. Per milioni di vite non hai mai provato a osservare; perciò è naturale, è ovvio che continuerai a dimenticartene. Ma non appena te ne ricordi, torna di nuovo a osservare. Ricorda una cosa: quando ti renderai conto che ti sei dimenticato di osservare, non rammaricartene, non dispiacertene; altrimenti starai di nuovo perdendo tempo. Non sentirti infelice per aver mancato un’altra occasione; non lasciarti travolgere dal sentirti un peccatore.
Non iniziare a condannarti, a biasimarti, perché tutto ti sembra essere solo uno spreco di tempo … perché ti senti un caso senza speranza! Non pentirti mai per il passato! Vivi nel momento. Se te ne sei dimenticato, che importanza potrà mai avere? È naturale … è diventata un’abitudine e le abitudini sono dure a morire. E queste non sono abitudini acquisite in una sola vita: sono abitudini assorbite in milioni di vite! Pertanto, se riesci a restare attento e consapevole anche solo per pochi minuti, sentiti riconoscente a Dio, prova gratitudine. Anche quei pochi minuti sono più di quanto ci si poteva aspettare.

Egli osserva.
Egli ha chiarezza.

Quando osservi, nasce chiarezza. Poiché la chiarezza è frutto dell’osservazione; e questo perché più diventi un osservatore, più la fretta diminuisce. Diventi più gentile, più aggraziato. Osservando, la tua mente bisbetica chiacchiera meno: l’energia che si manifestava in chiacchiere ora si trasforma, diventa osservazione … è la stessa energia!
Adesso, una quantità sempre maggiore di energia verrà trasformata in osservazione, e la mente non avrà più il suo nutrimento. I pensieri inizieranno a farsi più flebili, inizieranno a perdere di spessore e di rilievo … a poco a poco inizieranno a morire. E man mano che i pensieri moriranno, nascerà la chiarezza. A quel punto, la tua mente diventerà uno specchio.

Come è felice!

E quando si ha chiarezza, si è beati. La confusione è la radice dell’infelicità: la chiarezza è il fondamento della beatitudine.

Come è felice!
Perché vede che l’essere svegli è vita.

Ora quell’uomo sa che non esiste morte alcuna: essere svegli, infatti, è uno stato che non potrà mai venire distrutto. Quando verrà la morte, osserverai anche quella. Morirai osservando. L’osservare non morirà: il tuo corpo scomparirà, polvere nella polvere, ma il tuo osservare rimarrà inalterato … diventerà parte del Tutto cosmico. Diventerà consapevolezza cosmica.
In quei momenti, i veggenti delle Upanishad hanno esclamato: «Aham Brahmasmi! Io sono la consapevolezza cosmica!».
Ed è in simili spazi che Al Hillaj Mansur ha esclamato: «Ana’l Haqq! Io sono la verità!».
Queste sono le vette che ti appartengono per diritto di nascita. Se non le raggiungi, solo tu ne sei responsabile, e nessun altro.

Come è felice!
Perché vede che l’essere svegli è vita.
Come è felice,
seguendo il cammino del risveglio.
Con grande perseveranza
egli medita, cercando
libertà e felicità.

Ascolta queste parole molto attentamente, con grande perseveranza… Se non compi uno sforzo totale per risvegliarti, non accadrà.
Gli sforzi parziali non servono. Non puoi agire solo un pochino, non puoi essere tiepido …non servirà: l’acqua tiepida non può evaporare; e gli sforzi tiepidi, fatti per essere all’erta, sono destinati a fallire. La trasformazione avviene solo quando impieghi tutta la tua energia: quando bolli a cento gradi, allora evapori, allora avviene una trasformazione alchemica.
Allora inizi a elevarti. Non l’hai osservato? L’acqua scorre verso il basso, ma il vapore sale verso l’alto. In questo caso, accade esattamente la stessa cosa: l’inconsapevolezza scende verso il basso, la consapevolezza sale verso l’alto. Inoltre, ricorda: “verso l’alto” è sinonimo di “verso l’interno”, e “verso il basso” è sinonimo di “verso l’esterno”.
La consapevolezza è orientata verso l’interno, l’inconsapevolezza si muove verso l’esterno. L’inconsapevolezza ti rende interessato agli altri: le cose, le persone, ma si tratta sempre degli altri. L’inconsapevolezza ti tiene completamente al buio, i tuoi occhi continuano a essere focalizzati sugli altri; genera una sorta di esteriorità, ti rende estroverso. La consapevolezza genera interiorità, ti rende introverso; ti porta all’interno, sempre più in profondità. E “sempre più in profondità” significa anche “sempre più in alto”: queste due dimensioni crescono di pari passo. Proprio come cresce un albero: tu lo vedi crescere solo verso l’alto, non vedi le radici che affondano nel suolo; ma, come prima cosa, le radici devono affondare nel suolo per permettere all’albero di crescere in altezza.
Se un albero vuole raggiungere il cielo, dovrà far affondare le sue radici in profondità, dovrà raggiungere la massima profondità.
L’albero cresce contemporaneamente in entrambe le direzioni. Esattamente nello stesso modo cresce la consapevolezza: verso l’alto… e verso il basso affonda le sue radici nel tuo essere.

Osho {Consapevolezza: La chiave per vivere in armonia}

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