Consapevolezza

Introduci consapevolezza in ogni azione: mentre cammini per strada, commina in piena consapevolezza. Mentre mangi, mangia con consapevolezza. Qualsiasi cosa tu stia facendo, fa in modo che il passato e il futuro non interferiscano: sii nel presente questa è l’essenza della consapevolezza! Mentre fai una doccia, fa semplicemente la doccia; non permettere alla mente di perdersi nelle remote distanze del passato, o nel futuro: non permettere che la mente si disperda in queste escursioni verso orizzonti lontani, in questi viaggi fantastici. Fa semplicemente una doccia, sii presente sotto la doccia! Fu chiesto a Bokuju, un grande Maestro Zen: «Qual è il tuo insegnamento fondamentale? Qual è la tua pratica fondamentale? come sei riuscito a illuminarti?». Rispose: «Il mio insegnamento è semplice: quando ho fame, mangio; quando ho sonno dormo». Chi lo interrogava rimase perplesso e replicò: «Non ho mai sentito parlare di una simile pratica. Ti ho chiesto del tuo metodo di fondo, e tu mi dici che quando hai fame, mangi; e quando hai sonno, dormi? Che insegnamento è mai questo?». Bokuju disse. «Non so dirti, ma è così che mi sono illuminato; ed è così che molti dei miei discepoli si sono illuminati: puoi andare a chiederglielo». Ma l’uomo commentò: «È ciò che tutti facciamo: affamati mangiamo; stanchi dormiamo!». Bokuju disse: «No, esiste una differenza, ed è una differenza enorme: quando io mangio, mi limito a mangiare e non faccio null’altro; quando tu mangi, fai mille e una cosa all’interno della tua testa. Tranne mangiare, fai tutto! L’atto di mangiare è qualcosa di meccanico. E quando sei assonnato, dormi veramente? Come puoi dormire? Sogni: passi la notte a sognare un’infinità di cose, sei subissato da ondate di sogni che si susseguono ininterrottamente. Solo per qualche minuto, qui e la, i sogni si arrestano e tu cadi in un sonno profondo, altrimenti i sogni persistono. E sognare è una distrazione del sonno; sei distratto da mille e una cosa, ma non dormi. No, tu non fai mai un’unica cosa…»

Per essere consapevoli, si deve fare una cosa alla volta; e la si deve fare in piena consapevolezza, in assoluta presenza attenta. Le persone continuano ad agire praticamente perse nel sonno! Diventa semplicemente più consapevole. Fa qualsiasi cosa stai facendo, ma introduci nelle tue azioni la qualità della consapevolezza: non esiste altro metodo. E puoi introdurre quella qualità nelle piccole cose; sarà estremamente utile. Stando seduto, osserva semplicemente il tuo respiro: il respiro che entra, osservalo; il respiro che esce, osservalo. Continua semplicemente a osservare il tuo respiro. È qualcosa di estremamente utile; infatti, se osservi il respiro, il pensiero si arresta. È qualcosa che si deve comprendere: puoi pensare, oppure puoi osservare il tuo respiro; ma non puoi fare entrambe le cose. Respirare e pensare sono processi tali che solo uno dei due può esistere in te, se agisci in consapevolezza. Nell’incosapevolezza possono persistere entrambi: puoi continuare a respirare e puoi continuare a pensare; se però diventi consapevole, puoi pensare oppure respirare. Se respiri con consapevolezza, il processo di pensiero scompare: tutta la tua consapevolezza viene focalizzata sul respirare. E respirare è un processo così semplice: non lo devi fare, non occorre; accade già, spontaneamente. Puoi semplicemente portare la tua consapevolezza a quell’accadere. Il Buddha si illuminò, utilizzando semplicemente un metodo così elementare: lo chiama Vipassana, intuizione. Respirare porta con sé un’incredibile intuizione. E nel momento in cui sei consapevole del respiro, l’intero processo del pensiero giunge semplicemente ad un punto di arresto, e affiora un’incredibile immobilità, una quiete immensa. E dopo aver osservato il tuo respirare, sarà facile osservare il tuo processo di pensiero direttamente, poiché il respiro è un pò più grossolano, il pensiero è più sottile. Come prima cosa apprendi il processo della consapevolezza tramite il respiro e poi spostati nel pensiero. E rimarrai sorpreso: più osservi il tuo processo mentale, più accadrà che puoi osservare oppure puoi pensare; le due cose non possono essere fatte simultaneamente. Se osservi, il pensiero scompare; se compare il pensiero, scompare l’osservazione. E quando sei diventato abbastanza attento e presente per osservare i tuoi pensieri, permettendo loro di scomparire grazie all’osservazione consapevole, spostati sulle emozioni e sulle sensazioni, qualcosa di ancora più sottile. E questi sono i tre passi della Meditazione Vipassana: prima il respiro; secondo il pensiero; terzo le emozioni. E allorché queste tre cose sono scomparse, ciò che resta è il tuo essere. Conoscerlo significa conoscere ogni cosa, conquistarlo significa aver conquistato ogni cosa.

Osho {Dal Libro: La Meditazione Passo Dopo Passo}

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