La paura di essere soli

Nessuno vuole sentirsi solo, abbandonato.
Tutti vogliono appartenere a una folla;
e non a un’unica folla, a molte!
Una persona appartiene a un credo religioso,
a un partito politico, a un club…
esistono un’infinità di piccoli gruppi cui appartenere.
Si desidera essere sostenuti ventiquattr’ore al giorno
poiché ciò che è falso, senza sostegno,
non può stare in piedi.
Nel momento in cui ci si ritrova soli,
si inizia a percepire una strana follia.
Non è solo una tua paura, è la paura di tutti.
E questo perché nessuno
è ciò che dovrebbe essere,
ciò che l’esistenza ha previsto che fosse.
La società, la cultura, la religione, l’educazione
tutte le istituzioni hanno cospirato
contro l’innocenza dei bambini.
Avevano tutto il potere per farlo
e il bambino è inerme, è dipendente,
ha un bisogno assoluto degli altri;
dunque, riesci a fare di lui, qualsiasi cosa vuoi.
L’intero contesto sociale non permette a nessun bambino
di crescere seguendo il proprio destino naturale.
Si fa ogni sforzo
per trasformare l’essere umano in un oggetto,
in uno strumento, in qualcosa di utile.
Chi può sapere se un bambino venisse lasciato crescere a modo suo,
per suo conto, potrebbe avere mai una qualche utilità
per la società, per gli interessi costituiti?
La società non è pronta per assumersi questo rischio:
afferra il bambino, ne prende da subito possesso
e inizia a modellarlo, a plasmarlo
in qualcosa di cui ha bisogno.
In un certo senso,
la società uccide l’anima del bambino e gli da una falsa identità,
in modo tale che non senta mai la mancanza della sua anima, del suo essere.
Non se ne accorge neppure.
Quella falsa identità è un surrogato,
ma quella sostituzione è utile
solo se rimani all’interno di quella stessa folla
che te l’ha fornita.
Nel momento in cui ti trovi da solo,
quella falsa personalità inizia ad andare in frantumi e il reale,
che è stato represso, inizia ad affiorare e a esprimersi.
Ecco perché si ha tanta paura di essere soli.

Osho

Annunci