Trascendenza

La meditazione è una trascendenza, una trascendenza di tre cose: il corpo, la mente e il cuore.
Il corpo è formato dalle azioni, la mente dai pensieri, il cuore dalle emozioni; di solito si pensa che l’essere umano non sia altro che una combinazione di queste tre cose, non è così: noi siamo una quarta entità. Quelle tre cose sono presenti e ci circondano, ma il centro è al di la e l’arte della meditazione sta proprio nello scoprire quel centro del ciclone.
Pertanto, come prima cosa si deve trascendere il corpo. È semplice: si tratta di osservare semplicemente e ricordare di non essere il corpo. Piano piano questa rimembranza diventa una corrente sotterranea. A un certo punto non ne ricordi più la presenza: è presente, lo sai.
Poi la stessa cosa dev’essere fatta con la mente: «Io non sono i miei pensieri», i pensieri sono simili a uccelli che sopraggiungono la sera per riposarsi nella notte sull’albero; al mattino se ne vanno. Migliaia e migliaia di pensieri hanno preso rifugio nella tua mente, e se ne sono andati: non ti appartengono, vanno e vengono; tu permani. Loro non dimorano in te, mutano perennemente; tu sei eterno: quel ricordarsi di non essere i propri pensieri piano piano sedimenta in profondità dentro di te, e diventa una comprensione.
A quel punto non si deve fare nulla: il corpo continua a fare il suo lavoro, la mente continua a operare in quello che è il suo compito; semplicemente non è più presente la nostra identificazione. Si consegue un particolare distacco, una profonda distanza, una sottile quiete.
La cosa più difficile è il terzo passo, perché le emozioni e i sentimenti sono cose estremamente intime: le emozioni sono vicinissime e così gli stati d’animo; se però si è avuto successo con i primi due passi, non è difficile avere successo con il terzo.
Come prima cosa si dovrebbe operare con il corpo; poi con la mente, poi con il cuore: nel momento in cui queste tre dimensioni sono trascese, per la prima volta si sperimenta ciò che si è. E quella esperienza è liberazione: liberazione dall’infelicità, dalla miseria, dalla morte; libertà da tutto, da ogni e qualsiasi limitazione.
Conoscere se stessi in quanto trascendente, vuol dire conoscere se stessi in quanto essenza divina.

Osho {Dal libro: La Meditazione Passo Dopo Passo}

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