Le mura della prigione

Come prima cosa, occorre comprendere che queste mura non sono reali – non sono fatte di mattoni o di pietre, sono solo formate da pensieri – non ti possono ostacolare: si deve solo conoscere il segreto di come oltrepassarle. Se inizi a lottare contro i tuoi processi di pensiero, che costituiscono le mura della prigione, ti ritroverai in un pantano senza via di uscita. Si può perfino impazzire.
È così che la gente impazzisce: vive circondata da un’infinità tale di pensieri, e fa ogni sforzo per uscire da quella folla, solo per precipitare sempre di più in quella stessa folla: alla fine è naturale avere un crollo. Il loro sistema nervoso non è in grado di sopportare una simile pressione e una tale tensione.
Se inizi a lottare contro quelle mura, non c’è soluzione alcuna; prima o poi ti stancherai, cadrai affranto, piano piano ti ritroverai a perdere la tua salute mentale. Se invece usi un giusto metodo, anziché un crollo si aprirà uno squarcio, sperimenterai un superamento. E il metodo giusto per trattare tutto ciò da cui ti senti circondato è il semplice essere un testimone: non lottare, non giudicare, non condannare; rimani semplicemente silente e immobile, un puro testimone di qualsiasi cosa sia presente.
È praticamente un miracolo. Non mi sono mai imbattuto in alcun miracolo che non fosse il miracolo della meditazione, il miracolo dell’essere un testimone. Se riesci a essere un testimone, rimarrai stupito nel vedere che quelle solide mura si assottigliano, la folla si disperde; pian piano vedi porte e spiragli attraverso cui puoi uscire. Ma non è necessario uscire: resta dove sei. Continua semplicemente a essere un testimone; a mano a mano che il tuo essere testimone si rafforzerà, le mura che ti circondano diventeranno più fragili. E il giorno in cui la tua presenza in quanto testimone sarà perfetta, scoprirai che non esiste alcun muro, nulla ti circonda, il cielo sconfinato si schiude davanti a te.
Il mio consiglio è questo: anziché lottare contro i pensieri, anziché lottare contro i condizionamenti sbagliati, diventa un puro e semplice testimone. Lottando, non puoi vincere.
Senza lottare la vittoria è certa: la vittoria è solo di coloro i quali riescono a essere testimoni.
Sii semplicemente all’erta. Ci sono pericoli a ogni passo. Un uomo che decide di essere un meditatore dev’essere estremamente cauto.
Lao-tzu afferma che un uomo di meditazione cammina sempre come se stesse attraversando un torrente ghiacciato in inverno: con estrema cautela, è incredibilmente all’erta. Se non sei più che attento ed estremamente all’erta, la mente vecchia di milioni di anni e il suo meccanismo diventeranno qualcosa di difficilissimo da trascendere. Sebbene la strategia sia semplice, a volte ciò che è semplice sembra essere la cosa più difficile – e in particolare se sei del tutto privo di esercizio.
Per te la meditazione è solo una parola. Non è ancora un sapore, non è diventato un nutrimento, per te non è ancora un’esperienza; per questo posso comprendere la tua difficoltà. Ma anche tu devi comprendere la mia: forse le vostre malattie sono molte, ma io ho solo una medicina; e la mia difficoltà è questa: continuare a vendere la stessa medicina per i pazienti più diversi, per le differenti malattie.
Non mi interessa sapere quale sia la tua malattia, perché io ho solo una medicina!

Osho

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